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Come fare un acquisto di buoni pasto?

Come ottenere i buoni pasto per i propri dipendenti? Quali sono le procedure che un’azienda deve compiere per fare un acquisto di buoni pasto? Ci sono delle regole specifiche e una normativa particolare? Come è noto, i buoni pasto servono a pagare al posto dei contanti o della carta bancomat per l’acquisto del pasto. Ma come fare un acquisto di buoni pasto e chi può richiederli?

 Acquisto buoni pasto

Buoni pasto: cosa sono e come funzionano

Innanzitutto, prima di capire chi può richiederli, vediamo cosa sono i buoni pasto.

Come sono fatti i buoni pasto

I buoni pasto sono documenti in forma cartacea (e in questo caso vengono detti ticket restaurant) o elettronica. In genere, chi possiede un buono pasto può esercitare un diritto di sostituzione della mensa e acquistare un pasto presso esercizi convenzionati (mense, ristoranti, supermercati etc.). Il dipendente può cosi pagare senza ricorrere ad altro strumento (carta di credito o denaro contante) e scegliere fra una vasta gamma di negozi il pasto che più predilige, durante la fascia oraria concordata per la pausa pranzo. Il valore di un buono pasto è piuttosto variabile e la media europea è di circa 7 €.  

Dove si acquistano i buoni pasto?

In Italia, numerose sono le aziende che emettono buoni pasto cartacei, del valore di 5,29€ e elettronici, del valore di 7€. I servizi offerti e le possibilità dei buoni pasto non cambiano molto da un’azienda all’altra, e bisogna conoscere la rete di locali che accetta i buoni pasto.

 

Come ottenere i buoni pasto e chi può richiederlo

Molte aziende decidono di usufruire dei buoni pasto per i dipendenti che lavorano nella loro azienda, dal momento che non dispongono di una mensa aziendale.

Chi può richiedere i buoni pasto o fare un acquisto di buoni pasto?

I buoni pasto elettronici o cartacei sono destinati a tutti i lavoratori a tempo pieno, part-time, a tutti i tipi di collaboratori e agli stagisti. I buoni pasto sono destinati a queste persone che possono richiederli all’azienda anche se l’orario di lavoro non prevede una pausa pranzo specifica.  Il datore di lavoro può ottenere buoni pasto per i dipendenti contattando imprese specializate.

Come funzionano e chi può richiederli oltre alle categorie già menzionate?

Ogni buono pasto corrisponde a un giorno lavorativo. Anche i lavoratori autonomi possono farne richiesta per dedurne il costo dall’imponibile come spesa di rappresentanza.

 

Come funzionano i buoni pasto?

Il buono pasto non viene restituito sotto forma di denaro, se la spesa per il pasto è inferiore all’importo del buono pasto. Se invece l’importo è superiore, il titolare del buono pasto deve aggiungere la differenza.

Quali sono gli obblighi per il datore di lavoro che ha acquistato buoni pasto?

Il datore di lavoro non subisce nessuna imposizione né obbligo di rilasciare dei buoni pasto. La concessione in genere è specificata nel contratto di assunzione. In alcuni casi, il rilasico dei buoni pasto proviene da contrattazioni sindacali.

Cosa non è possibile fare con i buoni pasto?

I buoni pasto non possono in ogni caso essere convertiti in denaro, né essere usati per prestazioni diverse dalla ristorazione. Inoltre non possono essere usati da terzi rispetto al titolare del ticket e nemmeno essere venduti o ceduti. Non si può inoltre cumulare nello stesso giorno più buoni pasto e non possono essere usati se giunti a scadenza o se rovinati.

 

 

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