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Migliori buoni pasto 2026: Confronto fornitori e prezzi

Tempo di lettura: 6 min

 

Nel panorama economico del 2026, la gestione del welfare aziendale è diventata una leva strategica imprescindibile per le imprese italiane. Tra i vari strumenti a disposizione, i buoni pasto aziendali si confermano il benefit più erogato e apprezzato, capace di coniugare un supporto reale al potere d'acquisto dei lavoratori con un abbattimento significativo del cuneo fiscale per i datori di lavoro. Con l'entrata in vigore delle ultime disposizioni della Legge di Bilancio 2026, le soglie di esenzione e le modalità di utilizzo hanno subito aggiornamenti fondamentali che ogni HR manager e titolare di PMI deve conoscere.

Aggiornamento normativo 2026:
  • Nuovo limite esentasse: La soglia di esenzione fiscale per i buoni pasto elettronici è stata portata a 10,00 € al giorno.
  • Commissioni esercenti: Consolidato il tetto del 5% sulle commissioni per i pagamenti nel settore privato, migliorando la spendibilità dei ticket.
  • Sostenibilità obbligatoria: Incentivi per le aziende che scelgono fornitori con certificazione di sostenibilità (ESG) nella gestione dei circuiti di pagamento.

guida fornitori buoni pasto aziendali

Che cosa sono i buoni pasto e come funzionano nel 2026

Il ruolo del welfare nel post-inflazione

I buoni pasto aziendali  non sono più considerati un semplice "accessorio" della retribuzione. Nel 2026, in un mercato del lavoro caratterizzato dalla ricerca di flessibilità e benessere, questi titoli di credito rappresentano una risposta concreta all'inflazione dei prodotti alimentari. La loro funzione primaria rimane quella di garantire il servizio sostitutivo di mensa, ma la loro versatilità permette oggi acquisti presso la GDO (grande distribuzione), mercati rionali e piattaforme di e-commerce alimentare.

L'obsolescenza del formato cartaceo

Sebbene ancora tecnicamente disponibili, i buoni pasto cartacei sono considerati uno strumento superato nel 2026. La disparità fiscale tra il formato fisico (esente fino a 4,00 €) e quello digitale (esente fino a 10,00 €) ha spinto oltre il 95% delle imprese italiane a migrare verso le soluzioni digitali . Questo cambiamento non è solo fiscale, ma logistico: le aziende hanno eliminato i costi di spedizione, stoccaggio e il rischio di furto legato ai blocchetti cartacei.

Confronto tra i principali fornitori di buoni pasto nel 2026

Scegliere il partner giusto richiede un'analisi che vada oltre il semplice costo di emissione. Ecco una tabella comparativa basata sulle prestazioni e sulla rete di accettazione rilevata nel 2026.

FornitorePunti di forzaInnovazione 2026Target ideale
Edenred (Ticket Restaurant®) Rete più vasta in Italia (>150k esercizi). Integrazione con AI per suggerimenti pasti sani. Grandi aziende e PA.
Pellegrini Assistenza clienti d'eccellenza e filiera italiana. Zero commissioni su partner locali selezionati. PMI e aziende attente al Made in Italy.
Up Day Piattaforme di gestione tra le più intuitive. Wallet unico per buoni pasto e incentivi fringe. Aziende tech e smart-working friendly.
Pluxee (ex Sodexo) Brand globale con forte focus digitale. Pagamenti NFC biometrici ultra-rapidi. Multinazionali.
Coverflex Flessibilità totale e gestione 100% cloud. Interfaccia utente stile "neobank". Startup e scale-up.

Vantaggi fiscali e risparmio operativo nel 2026

La fiscalità per l'azienda: un abbattimento del 40% dei costi

L'adozione dei buoni pasto nel 2026 permette un'ottimizzazione fiscale senza pari. Per un'azienda, erogare 10,00 € al giorno tramite buono pasto elettronico costa esattamente 10,00 € (più l'eventuale piccola commissione al fornitore). Erogare la stessa cifra in busta paga come aumento salariale costerebbe all'azienda circa 14,50 €, a causa degli oneri previdenziali (INPS, INAIL) e dei contributi a carico della ditta. Questo risparmio di quasi il 40% rende i buoni pasto lo strumento preferito per le politiche retributive moderne.

Deducibilità e detraibilità IVA

I costi sostenuti per l'acquisto dei buoni pasto sono integralmente deducibili dal reddito d'impresa (IRES e IRAP). Inoltre, l'IVA applicata al servizio è stabilita al 4%, ed è totalmente detraibile per le aziende, rappresentando un ulteriore recupero di liquidità immediato.

Andamento del mercato e nuove tecnologie di pagamento

Il mercato della geolocalizzazione e del welfare nel 2026 è dominato dal concetto di interoperabilità. I dipendenti non vogliono più portare con sé una carta fisica aggiuntiva. Per questo motivo, la compatibilità con i wallet mobili (Apple Pay, Google Pay, Samsung Pay) è diventata il criterio principale di scelta per il 70% delle imprese.

Inoltre, le innovazioni recenti hanno introdotto la possibilità di frazionare il buono pasto: se in passato la normativa era rigida sul "buono unico per transazione", nel 2026 le piattaforme permettono di utilizzare fino a 8 buoni contemporaneamente, facilitando la spesa settimanale al supermercato.

Scegliere il fornitore di buoni pasto perfetto per la tua azienda

I criteri di valutazione essenziali

Per individuare il partner ideale tra i numerosi emettitori di buoni pasto, è necessario analizzare tre fattori critici:

  • Capillarità della rete locale: Non serve un fornitore nazionale se i bar e i supermercati intorno alla tua sede non accettano quel ticket. Richiedi una mappatura degli esercenti attivi nel raggio di 5km dai tuoi uffici.
  • Struttura delle commissioni: Alcuni fornitori offrono costi di emissione zero ma applicano costi fissi di gestione elevati. Altri offrono "reverse commission" (sconti sul valore nominale) per grandi volumi.
  • Integrazione HR: Verifica che la piattaforma del fornitore possa dialogare tramite API con il tuo software gestionale delle paghe, automatizzando il caricamento mensile dei buoni in base alle presenze.

Domande frequenti (FAQ)

Quali sono i migliori buoni pasto per aziende nel 2026?

La risposta dipende dalla dimensione aziendale: Edenred rimane imbattibile per la vastità della rete, ma Pellegrini e Up Day offrono condizioni economiche più vantaggiose per le PMI che cercano un rapporto diretto e assistenza personalizzata.

Qual è la differenza tra buoni pasto cartacei e digitali nel 2026?

La differenza principale è il limite di esenzione fiscale: 4,00 € per i cartacei contro i 10,00 € per gli elettronici. Inoltre, i digitali permettono l'uso via smartphone e offrono una maggiore sicurezza contro il furto.

I freelance e le ditte individuali possono usare i buoni pasto?

Sì, nel 2026 anche i titolari di Partita IVA possono acquistare buoni pasto per dedurre le spese di vitto. La deducibilità è del 75% del costo sostenuto, entro un limite annuo del 2% del fatturato percepito.

Quanto posso dedurre fiscalmente con i buoni pasto nel 2026?

Le aziende possono dedurre il 100% del costo d'acquisto dei buoni pasto ai fini IRES e IRAP. Il risparmio reale si ottiene eliminando totalmente la tassazione IRPEF e i contributi sociali sulla quota erogata al dipendente.

Quali fornitori offrono meno commissioni nel 2026?

Solitamente i nuovi player digitali come Coverflex o i consorzi locali tendono ad avere commissioni di emissione molto basse o nulle per le piccole imprese, puntando su modelli di business basati su servizi in abbonamento (SaaS).

È possibile utilizzare i buoni pasto per la spesa online?

Sì, nel 2026 la maggior parte dei circuiti (Edenred, Up Day, Pellegrini) ha stretto accordi con le principali insegne della GDO e marketplace alimentari per permettere l'utilizzo dei ticket elettronici direttamente nei check-out online.

Cosa ricordare

Investire nei buoni pasto nel 2026 significa non solo ottimizzare il bilancio aziendale, ma inviare un segnale forte di attenzione alle necessità dei collaboratori. Con la nuova soglia a 10,00 €, il vantaggio è raddoppiato rispetto a pochi anni fa. Per fare la scelta giusta, non fermarti alla prima offerta: richiedi subito un preventivo gratuito e confronta almeno tre proposte diverse per ottenere il massimo valore dal tuo piano di welfare.