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Buono pasto : a cosa serve e con quali vantaggi?

Il buono pasto (o ticket restaurant) costituisce una modalità di pagamento equiparata al pagamento in contanti o carta bancomat per l’acquisto del pasto o di alimenti presso esercizi convenzionati con la società che li fornisce. Beneficiano dei buoni pasto circa 2,5 milioni di italiani, dipendenti del settore pubblico e privato.

 Buono pasto

A cosa serve il buono pasto?

Il buono pasto, avente valore individuale, viene concesso a tutti i dipendenti del settore pubblico e privato da parte di aziende private o di enti pubblici, al fine di garantire il servizio mensa dei dipendenti. Ccostituisce dunque un mezzo vantaggioso per l’azienda e i dipendenti. Si tratta di uno strumento di pagamento molto versatile per gli acquisti di prodotti alimentari e il suo limite di utilizzo è fissato a uno al giorno.

Quali sono i servizi principali del buono pasto?

I ticket restaurant possono essere impiegati in diversi modi. Anzitutto, essi permettono il pagamento del servizio mensa, tramite l’acquisto di un pasto o menù presso esercizi convenzionati. In secondo luogo, essi consentono acquisti individuali di generi alimentari e di pasti presso ristoranti, pizzerie, gastronomie, take-away, supermercati convenzionati.

Che tipologie di buoni esistono?

Esistono due tipologie principali di buono (o ticket restaurant). Un primo formato, di tipo cartaceo, si presenta sotto forma di cedole prestampate ed è composto da due parti: la matrice e il buono. La rimozione della matrice implica il non utilizzo del buono. Esiste poi un secondo formato: il buono pasto elettronico, sotto forma di carta plastificata, fornita di un microchip.

 

I vantaggi per le aziende e i dipendenti

Il buono pasto presenta numerosi vantaggi per l’azienda e per i dipendenti, ma anche, più in generale, per l’indotto economico che contribuiscono a creare.

I principali vantaggi

I vantaggi derivano principalmente dalla legislazione vigente circa gli sgravi fiscali. Questo genere di ticket restaurant, infatti, sono integralmente deducibili rispetto a IRAP e IRES, sono del tutto esenti da IRPEF. Inoltre, tutti i buoni sono soggetti a contributi INPS per un valore massimo di 5,29 euro giornalieri (o di 7 € nel caso di buoni pasto elettronici) e sono detraibili integralmente rispetto all’IVA.

Il circuito economico del buono pasto

Il buono pasto contribuisce inoltre alla creazione di un circuito economico tra le società che emettono i buoni e li distribuiscono, gli enti pubblici o provati che acquistano i buoni, gli esercizi convenzionati e i dipendenti. Le società emettitrici, infatti, si accordano con l’azienda sul valore del buono.

Tali società hanno anche il compito, in veste di società appaltatrici, di monitorare il servizio offerto dagli esercizi convenzionati. Gli enti pubblici o privati che acquistano i buoni pasto in funzione del numero di dipendenti, delegano alle società emettitrici la prestazione del servizio mensa a mezzo degli esercizi convenzionati, che fidelizzano a loro volta in questo modo una clientela dentro e fuori l’orario di lavoro (il dipendente ha la possibilità di conoscere e accedere a offerte e promozioni di un determinato esercizio).

Gli esercizi convenzionati usufruiscono inoltre di un rimborso in denaro al momento della restituzione mensile dei buoni alla società emettitrice. I dipendenti di ogni ordine e grado (a tempo pieno, part-time, collaboratori, stagisti), infine, possono usufruire dei buoni pasto secondo le proprie esigenze, evitando spese ulteriori per la pausa pranzo e risparmiando tempo sull’organizzazione della loro giornata lavorativa.

 

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