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Ricarica aziendale: monofase o trifase, cosa conviene?
Scegliere l’alimentazione giusta per i punti di ricarica per veicoli elettrici è una decisione strategica per qualsiasi azienda che vuole elettrificare la propria flotta. La scelta tra monofase, trifase e potenze disponibili incide direttamente su tempi di ricarica, costi di installazione e scalabilità futura.
In questa guida scopri come valutare la soluzione più adatta in base a sede, consumi e obiettivi di mobilità.
Le diverse tipologie di stazioni di ricarica
Nonostante la maggior parte delle aziende sia consapevole dell'importanza di poter disporre di una flotta "green", il passaggio all'elettrico solleva ancora parecchi dubbi e quesiti. Anche se la rete pubblica italiana è in forte crescita, la disponibilità e la distribuzione possono restare disomogenee per area e per potenza : le aziende sono chiamate a puntare su veicoli dotati di una buona autonomia ma, soprattutto, a scegliere la potenza ideale per le proprie colonnine di ricarica.
Se i cavi e le prese sono standardizzate, allo scopo di promuovere l'interoperabilità (in Europa lo standard per la ricarica AC è il connettore Tipo 2, mentre per la ricarica DC è il CCS Combo 2), gli utenti devono scegliere il metodo di ricarica più adatto alle proprie esigenze. Ma quante tipologie di stazioni esistono? E quanto tempo ci vuole per ricaricare un'auto elettrica con ciascuna delle soluzioni disponibili?
Stazioni di ricarica e rispettive potenze di erogazione
Le principali fasce di ricarica oggi disponibili sono quattro:
1 - Ricarica AC lenta (2,3–3,7 kW): adatta a soste molto lunghe; in ambito business è più una soluzione di emergenza che strutturale.
2 - Ricarica AC con wallbox o colonnina (7,4–22 kW): la scelta più comune per sedi aziendali; la potenza dipende da monofase/trifase e dalla potenza disponibile in sito.
3 - Ricarica DC “fast” (circa 50 kW): utile per flotte con rotazioni rapide o soste brevi.
4 - Ricarica DC “ultra-fast/HPC” (150–350 kW): pensata per corridoi ad alta percorrenza e soste molto brevi; richiede infrastruttura elettrica più impegnativa e costi maggiori.
Nota: le potenze effettive dipendono dal veicolo (caricatore di bordo in AC, curva di ricarica in DC) e dalla potenza realmente disponibile nel sito.
| Tipologia ricarica | Potenza tipica | Tempo di sosta ideale | Uso consigliato in azienda | Note |
| AC lenta | 2,3–3,7 kW | 8–12+ ore | emergenza / ricarica occasionale | poco adatta per flotte |
| AC wallbox/colonnina | 7,4–22 kW | 2–8 ore | sedi aziendali, parcheggi dipendenti | dipende da monofase/trifase |
| DC fast | ~50 kW | 30–90 min | flotte con rotazione rapida | infrastruttura più impegnativa |
| DC ultra-fast (HPC) | 150–350 kW | 10–30 min | hub logistici, corridoi ad alta percorrenza | costi e potenza richiesta elevati |
Fattori da considerare quando si sceglie la giusta potenza
Quando si è chiamati a scegliere la potenza di ricarica ideale delle colonnine da installare nella propria azienda, è necessario valutare diversi fattori. Ecco i principali elementi da prendere in considerazione:
La quantità e la tipologia di veicoli elettrici da ricaricare
Il fattore più importante è senza dubbio questo. Per fare una scelta corretta , è essenziale sapere quanti sono i veicoli elettrici in uso e quanti quelli previsti nel prossimo futuro. L'azienda possiede una propria flotta? E quante sono le auto dei dipendenti che potrebbero necessitare di una ricarica? Inoltre, è opportuno considerare la tipologia dei veicoli, poiché la capacità della batteria e la velocità di ricarica compatibile con quel determinato modello di batteria potrebbero influenzare la scelta.
La capacità dell'impianto elettrico in dotazione
Per scegliere tra wall box e colonnine è fondamentale valutare la capacità effettiva dell'impianto elettrico, allo scopo di capire se è in grado o meno di supportare la potenza di ricarica desiderata, senza correre il rischio di sovraccarico. Vale la pena ricordare che l'aggiornamento dell'infrastruttura può comportare costi aggiuntivi.
Tempi di permanenza dei veicoli nel parcheggio
È bene considerare il lasso di tempo in cui i veicoli possono restare parcheggiati presso le rispettive stazioni di ricarica. Se i veicoli aziendali non vengono utilizzati tutti i giorni, una potenza di ricarica più bassa potrebbe rivelarsi più che sufficiente. Se, invece, i veicoli vengono utilizzati tutto il giorno, incluse le ore notturne, e necessitano di una ricarica più rapida, allora sarà necessaria una potenza più elevata.
Budget aziendale
Prima di avviare i lavori, è fondamentale valutare i costi complessivi necessari per l'installazione e la gestione dei punti di ricarica. Questi comprendono le spese di acquisto, installazione, manutenzione e gestione dei dispositivi, oltre all'eventuale sottoscrizione di un nuovo contratto di fornitura energetica e all'aggiornamento dell'impianto esistente. È importante analizzare ogni singola voce e bilanciare i costi complessivi con le esigenze dell'azienda e i benefici attesi nel medio e lungo periodo.
Politiche di sostenibilità
Parecchie imprese hanno obiettivi specifici legati alla sostenibilità ambientale e alla riduzione delle emissioni. La scelta di una potenza di ricarica più elevata potrebbe essere coerente con tali obiettivi, poiché in grado di incoraggiare l'adozione di veicoli elettrici da parte dei dipendenti, allo scopo di ridurre l'impatto ambientale complessivo dell'impresa.
I nostri consigli per scegliere il wattaggio giusto per le vostre stazioni di ricarica
1 - Programmare un audit energetico
Per determinare la potenza delle colonnine di ricarica è utile effettuare una valutazione dei costi e dei benefici. È importante tener conto dei consumi energetici e delle esigenze di ricarica dei veicoli elettrici di proprietà dell'azienda. A tal proposito, si consiglia vivamente un audit energetico, che consiste nella raccolta dei dati relativi ai consumi energetici complessivi dell'impresa.
Questi dati devono includere le bollette energetiche, i consumi di carburante dei veicoli tradizionali e i piani di sviluppo aziendale futuri, i quali potrebbero modificare i consumi energetici. Naturalmente, non dovranno mancare informazioni circa il parco veicoli attuale e quello di cui l'azienda potrebbe disporre in futuro. È utile capire quanti sono i veicoli elettrici in uso, quanti veicoli verranno acquistati nel breve e medio termine, le caratteristiche delle auto elettriche impiegate e i loro requisiti di ricarica.
2 - Chiedere una consulenza professionale
Per effettuare una scelta davvero oculata, è consigliabile partire da un’analisi delle infrastrutture esistenti, per valutare capacità, idoneità e la conformità alle norme in vigore . Questo passaggio richiede il supporto di un professionista, in grado di verificare l’impianto elettrico, i cablaggi e tutti i componenti tecnici coinvolti.
In molti casi, le aziende devono aggiornare parte dell’infrastruttura, con costi che possono incidere in modo significativo sul budget.
Cosa può fare concretamente un esperto:
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verificare la potenza disponibile e i margini dell’impianto
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valutare se servono adeguamenti (quadri, linee, protezioni, cablaggi)
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consigliare la soluzione più adatta in base a flotta, utilizzo e obiettivi
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individuare il punto migliore per l’installazione (accessibilità, sicurezza, energia)
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garantire un’installazione corretta e più efficiente nel tempo
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controllare la piena conformità del progetto (sicurezza, norme e vincoli edilizi)
Infine, il professionista si assicura che l’intero intervento sia conforme alle normative vigenti, riducendo rischi tecnici e problemi futuri.
3 - Pianificare sulla base delle trasformazioni future
L'altro step fondamentale è considerare l'evoluzione futura del proprio parco veicoli. Prima di investire del denaro, è necessario considerare le esigenze future dell'azienda e pianificare di conseguenza l'introduzione di tutte le possibili novità. Le necessità aziendali potrebbero cambiare nel corso del tempo, magari con l'aumento del numero dei veicoli elettrici in uso o in seguito all'introduzione di tecnologie di ricarica più avanzate.
Punti chiave da ricordare
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La potenza scelta influisce direttamente su tempi di ricarica e costi.
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Monofase e trifase determinano la potenza realmente disponibile in sede.
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In azienda, la ricarica AC 7,4–22 kW è spesso la soluzione più equilibrata.
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Per flotte con rotazioni rapide, la ricarica DC (50 kW+) può essere necessaria.
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Prima di investire, valuta impianto elettrico, budget e crescita futura della flotta.
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