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Quali sono i costi di un'auto aziendale ? Scopri il TCO e tutti i costi da considerare

Tempo di lettura: 6 min
 
Qual è il costo di un'auto aziendale? Un errore che in tanti commettono quando scelgono i veicoli da aggiungere alla propria flotta aziendale è quello di considerare soltanto il prezzo dell'auto, senza effettuare una stima dettagliata dei costi "nascosti". Esistono, infatti, costi diretti e indiretti, che possono far lievitare di molto la gestione di un veicolo aziendale e, di fatto, scoraggiare quanti vorrebbero acquistare un'auto di questo tipo. Ma scopriamo quali sono i costi da sommare a quelli di base.

Costi diretti


Chi desidera una panoramica dei costi che spettano a un'impresa per mantenere un'auto aziendale, deve calcolarne il TCO (Total Cost of Ownership), che corrisponde al costo totale necessario per esercitarne la proprietà. Il TCO è il costo complessivo del veicolo e viene calcolato tenendo conto di una serie di elementi che vanno ad aggiungersi al prezzo iniziale. Tali fattori possono variare a seconda della situazione e del modello scelto, ma in genere includono:

  • il costo del veicolo
  • l'assicurazione
  • il bollo auto (la tassa di proprietà)
  • la manutenzione ordinaria e straordinaria
  • il costo del carburante
  • il costo del parcheggio

Il costo dell'auto aziendale


Al prezzo di listino vanno aggiunti eventuali optional e accessori, oltre ai costi di immatricolazione. Dal prezzo finale, invece, vanno dedotti gli incentivi statali: chi sceglie un'auto "green", ad esempio, può contare sul cosiddetto Ecobonus; al contrario, chi acquista un veicolo con emissioni di CO2 elevate, deve aggiungere il cosiddetto Ecomalus al costo iniziale della vettura. In caso di contratto di leasing o di finanziamento, invece, è necessario aggiungere alla spesa complessiva anche gli interessi maturati.

Assicurazione per auto aziendale


Il costo di un'auto aziendale include l'assicurazione, il cui prezzo può rappresentare fino al 15% dei costi totali di utilizzo. Ma quali sono le caratteristiche delle polizze assicurative dedicate alle auto aziendali? In genere, somigliano molto a quelle tradizionali: la differenza principale sta nella necessità di stipulare il contratto a nome dell'azienda e non a nome di un singolo individuo. Esistono polizze ad hoc, in grado di coprire un'intera flotta. Chi desidera risparmiare sull'assicurazione, dovrebbe valutare diverse proposte e scegliere quella che meglio si confà alle esigenze dell'azienda, sia in termini economici che contrattuali. Un'alternativa interessante è costituita dal noleggio a lungo termine, che prevede polizze All-Inclusive comprese nel canone mensile.

La manutenzione


Chiaramente, i costi della manutenzione ordinaria e straordinaria dipendono dal modello di auto che si è scelto di acquistare, oltre che dalle abilità di guida di chi utilizza il veicolo. Quelle destinate alla manutenzione sono spese necessarie, utili a fare in modo che il veicolo resti sempre nelle migliori condizioni possibili, riducendo il rischio di guasti improvvisi. Il costo di un'auto aziendale include sia le revisioni, che vanno effettuate regolarmente, che gli interventi straordinari. Avere un veicolo perfettamente manutenuto consente di rivenderlo a un prezzo superiore. Optando per un'auto a noleggio, invece, è possibile far ricadere i costi della manutenzione nel canone fisso mensile. Alcuni contratti includono anche il soccorso stradale e il cambio degli pneumatici.

I costi del carburante


I costi del carburante si aggirano intorno al 20% dei costi totali di gestione. Per calcolare la spesa necessaria, bisogna dividere il chilometraggio annuale per il consumo medio dell'auto. Il risultato va poi moltiplicato per il prezzo medio del carburante per litro. Chi necessita di un veicolo destinato a percorrere pochi km prevalentemente in ambiente urbano, può optare per un'auto ibrida o full-electric. Chi guida soprattutto in autostrada, invece, dovrebbe scegliere un motore diesel.

Costi indiretti


Oltre a quelli diretti, il TCO prevede anche alcuni costi indiretti, tra cui la tassazione prevista per le auto aziendali (il cosiddetto fringe benefit).

La tassazione prevista per le auto aziendali


A partire dal 2020, questa tassazione ha subito alcune modifiche rilevanti, che includono il calcolo delle emissioni di CO2 del veicolo e la destinazione d'uso di quest'ultimo. Come stabilito dall'articolo 1 comma 632 della Legge di Bilancio 2020, sui veicoli di nuova immatricolazione assegnati ai lavoratori dipendenti a partire da quella data, la tassazione viene definita in funzione della quantità di emissioni di CO2 (in precedenza, invece, era pari al 30% per tutte le autovetture):

  • 25% per le auto con emissioni comprese tra 0 e 60 gCO2/km
  • 30% per le auto con emissioni comprese tra 61 e 160 gCO22/km
  • 50% per le auto con emissioni comprese tra 161 e 190 gCO2/km
  • 60% per le auto con emissioni superiori a 190 gCO2/km


Tuttavia, sussistono differenze legate alla destinazione d'uso dell'auto. Ad esempio, in caso di concessione del veicolo ad uso esclusivamente lavorativo, il fringe benefit non è tassabile, essendo il veicolo uno strumento necessario per lo svolgimento del proprio lavoro. Chiaramente, i casi in cui l'uso del veicolo è limitato alla sola attività lavorativa sono pochi. In genere, la legge li identifica nei taxi e nelle auto destinate agli esami di guida, ovvero ai veicoli appartenenti alle Scuole Guida. In tal caso, l'utilizzo del veicolo aziendale comporta le seguenti norme fiscali:

  • assenza di tasse a carico del dipendente
  • deducibilità integrale per i beni strumentali e limitata al 20% per tutti gli altri casi, per quanto riguarda le aziende


Vale la pena sottolineare come la deducibilità legata all'acquisto di un veicolo destinato a supportare l'attività professionale sia soggetta a un tetto massimo stabilito sul valore dell'auto stessa. Il valore massimo riconosciuto dalla legge è pari a 18.075,99 Euro. Il limite, invece, è elevato a 25.822,84 Euro per i veicoli riservati agli agenti di commercio e ai rappresentanti.

Le auto aziendali ad uso promiscuo, invece, includono tutti quei veicoli destinati alle attività lavorative e alle esigenze personali. Si tratta della tipologia di fringe benefit più diffusa in Italia. Ovviamente, è molto difficile calcolare l'uso effettivo che un lavoratore fa dell'auto aziendale. Per questo motivo, la tassazione e le agevolazioni del fringe benefit per un'auto aziendale ad uso promiscuo vengono calcolate in maniera forfettaria, supponendo che il veicolo venga usato dal lunedì al venerdì con fini professionali e quindi con spese a carico dell'azienda (70%), mentre nei weekend per scopi personali, quindi con spese a carico del lavoratore (30%). Calcolare la deducibilità dei costi per l'azienda è molto semplice: questa, infatti, corrisponde alla percentuale d'uso dell'auto per fini lavorativi (70%).

La svalutazione del veicolo


Il costo totale di un'auto aziendale include anche la progressiva svalutazione che ogni veicolo subisce nel corso del tempo. Una volta uscita dalla concessionaria, infatti, l'auto perde un valore pari al 25% del prezzo d'acquisto durante i primi 12 mesi. Col passare del tempo, la stima della svalutazione diventa sempre più complicata, poiché entrano in gioco fattori quali il chilometraggio, gli eventuali incidenti, le condizioni della carrozzeria, quelle del motore e delle varie componenti. In base a tali elementi, la svalutazione complessiva dell'auto può variare tra il 35% e il 60% del prezzo iniziale. Le aziende che optano per il noleggio, invece, non devono tener conto del progressivo deprezzamento dell'auto, considerato il fatto che il veicolo non appartiene a loro.