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Bonus colonnine elettriche 2026 per imprese e professionisti: Guida Completa

Tempo di lettura: 6 min

 

Il Bonus colonnine elettriche 2026 offre alle imprese e ai professionisti un contributo a fondo perduto pari al 40% delle spese sostenute per l'acquisto e l'installazione di infrastrutture di ricarica. I punti chiave di questa misura includono il rifinanziamento del fondo gestito da Invitalia, l'ammissibilità di spese per impianti in CA e CC e l'obbligo di presentare la domanda tramite procedura informatica SPID. Questa guida analizza i requisiti tecnici, il quadro normativo e le modalità operative per massimizzare il ritorno sull'investimento energetico aziendale.

bonus colonnine elettriche

Erogazione e gestione dell'agevolazione nel 2026

L'impegno delle istituzioni italiane nel ridurre i costi relativi all'acquisto e all'installazione delle colonnine è stato confermato anche per l'annualità 2026. Questa agevolazione è concepita come uno stimolo strategico per le aziende che intendono ammodernare le proprie infrastrutture logistiche e di parcheggio, seguendo questi pilastri gestionali:

  • Ruolo del MASE: Il contributo è concesso dal Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, con l'obiettivo di favorire la capillarità della rete di ricarica nazionale coprendo una quota significativa degli investimenti privati.

  • Gestione Invitalia: La gestione operativa è affidata a Invitalia, che agisce come braccio esecutivo per il controllo delle istanze, la verifica dei requisiti e l'erogazione materiale dei fondi a fondo perduto.

  • Sportello Telematico 2026: La piattaforma segue le direttive del Decreto Ministeriale originale, integrando criteri di valutazione aggiornati per garantire trasparenza, sicurezza informatica e velocità di esecuzione.

  • Natura della misura: Trattandosi di un incentivo "a sportello", l'erogazione dipende dall'ordine cronologico di arrivo. Nonostante l'importo residuo garantisca una copertura ampia, è fondamentale preparare la documentazione tecnica con largo anticipo per evitare l'esaurimento dei fondi.

Analisi Comparativa: Soluzioni di Ricarica Ammissibili al Bonus

Per un'azienda,  la scelta tra corrente alternata (CA) e corrente continua (CC) dipende dall'uso previsto e dal target (dipendenti vs visitatori). Il bonus 2026 copre entrambe le tecnologie, ma con massimali e requisiti differenti.

CaratteristicaRicarica in AC (Alternata)Ricarica in DC (Continua)
Potenza Standard 7,4 kW - 22 kW 50 kW - 100 kW+
Utilizzo Prevalente Sosta lunga (uffici, hotel) Sosta breve (logistica, retail)
Costo Installazione Contenuto (Wallbox) Elevato (Cabine dedicate)
Tempo di Ricarica 4-8 ore 20-40 minuti
Massimale Bonus Soglie specifiche per colonnina Soglie elevate per punto ricarica

Requisiti tecnici e soggettivi per l'accesso al fondo

Il contributo rivolto a imprese e professionisti per la ricarica dei veicoli elettrici non è automatico, ma subordinato al rispetto di criteri stringenti. Per garantire che i fondi pubblici siano destinati a realtà economicamente sane e in grado di mantenere l'investimento per almeno 5 anni, i richiedenti devono soddisfare i seguenti requisiti:

  • Per le Imprese:

    • Iscrizione al Registro delle Imprese: Devono risultare regolarmente iscritte e attive.

    • Regolarità contributiva: È obbligatorio possedere un DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) in corso di validità al momento della domanda.

    • Solidità finanziaria: Non devono trovarsi in "stato di difficoltà" secondo le definizioni stabilite dalla normativa europea.

  • Per i Liberi Professionisti:

    • Volume d'affari: Il valore dell'infrastruttura acquistata non può eccedere il fatturato annuo dichiarato nell'ultima dichiarazione dei redditi.

    • Limiti per il Regime Forfettario: Per i professionisti in regime forfettario, vige un tetto massimo di spesa ammissibile pari a 20.000 euro per l'investimento complessivo.

Questa struttura mira a bilanciare l'agevolazione con la reale capacità operativa del soggetto, evitando sovradimensionamenti tecnologici non giustificati dall'effettiva attività lavorativa.

Le spese ammissibili nel dettaglio tecnico

Il Bonus 2026 copre esclusivamente le spese al netto di IVA , a patto che siano documentate da fattura elettronica. Le categorie di costo includono:

  • Hardware: Acquisto delle colonnine di ricarica, comprensive di cavi e connettori certificati.
  • Impiantistica: Opere edili necessarie, scavi, posa di cavidotti e installazione dei quadri elettrici di protezione.
  • Servizi professionali: Progettazione, direzione lavori, sicurezza e collaudi finali (ammissibili fino al 10% del totale).
  • Connessione: Costi per l'allacciamento alla rete elettrica e potenziamento del contatore esistente.

Sono invece tassativamente escluse le spese per consulenze amministrative, acquisto di terreni, autorizzazioni edilizie non tecniche e imposte di bollo. È fondamentale che ogni pagamento avvenga tramite bonifico bancario "parlante" o altro sistema tracciabile che permetta di ricollegare la transazione alla specifica fattura oggetto della domanda.

 

Procedura operativa: dalla domanda all'erogazione

L'invio della domanda avviene esclusivamente tramite la piattaforma web di Invitalia. L'utente deve autenticarsi tramite SPID, CIE o CNS e compilare i moduli telematici allegando la documentazione tecnica richiesta (preventivi, certificazioni di conformità, relazioni descrittive). Dopo l'invio, Invitalia avvia l'istruttoria cronologica, verificando la completezza dei dati e la coerenza delle spese dichiarate.

Una volta approvata l'istanza, il MASE pubblica il provvedimento di concessione. Entro 90 giorni dalla pubblicazione, avviene l'erogazione del contributo direttamente sull'IBAN indicato dall'azienda. Ricordiamo che il beneficiario è tenuto a conservare tutta la documentazione originale per eventuali controlli a campione che possono avvenire nei 5 anni successivi all'erogazione, pena la revoca del contributo e la restituzione delle somme ricevute.

L'impatto strategico: casi d'uso B2B

L'adozione di infrastrutture di ricarica grazie al bonus trasforma il parcheggio aziendale in un asset produttivo. Grandi catene come McDonald's o Conad hanno utilizzato questi incentivi per creare valore aggiunto ai propri clienti, aumentando il tempo di permanenza nei punti vendita e migliorando il proprio posizionamento ESG (Environmental, Social, and Governance). Per una PME o un professionista, possedere una colonnina significa non solo risparmiare sui costi della flotta, ma anche offrire un servizio premium ai propri partner commerciali e fornitori durante i meeting in sede.

FAQ - Domande Frequenti sul Bonus Colonnine 2026

1. Chi può richiedere il bonus colonnine nel 2026?

Il contributo è aperto a tutte le imprese di qualsiasi dimensione regolarmente iscritte al Registro Imprese e ai professionisti iscritti alle casse di previdenza o gestione separata INPS che operano sul territorio italiano.

2. Qual è l'importo massimo del contributo a fondo perduto?

Il bonus copre il 40% delle spese ammissibili. Esistono soglie massime per infrastruttura (es. ricarica in AC fino a 22 kW o in DC oltre 50 kW), calibrate in base alla tipologia di impianto e al beneficiario.

3. Le spese sostenute prima dell'apertura dello sportello sono valide?

Sì, sono generalmente ammissibili le spese fatturate e pagate a partire dal periodo di vigenza indicato nel decreto attuativo (solitamente dal 4 novembre 2021), purché documentate correttamente.

4. È possibile installare le colonnine in un garage privato?

Per le imprese e i professionisti, le infrastrutture devono essere installate presso le sedi legali o operative dell'attività e devono essere dedicate all'uso aziendale o professionale, non domestico privato.

5. Cosa succede se i fondi finiscono prima della scadenza?

La misura è a sportello: le domande vengono esaminate in ordine cronologico. Se il fondo gestito da Invitalia si esaurisce, lo sportello viene chiuso anticipatamente e le domande eccedenti non verranno finanziate.

Perché agire ora

Il Bonus colonnine elettriche 2026 rappresenta l'ultima grande finestra di opportunità per ridurre drasticamente l'investimento iniziale nell'elettrificazione aziendale. Con un contributo del 40%, il punto di pareggio dell'investimento si accorcia sensibilmente, permettendo alle imprese di dotarsi di tecnologie Smart Charging che saranno obbligatorie nei prossimi anni. Non attendere la scadenza dello sportello: prepara oggi la documentazione tecnica e assicurati un posto tra i beneficiari della transizione energetica nazionale.

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