Deducibile al 100% - Esente da IVA
Guida fiscale ai buoni acquisto aziendali: deducibilità e IVA nel 2025
I buoni acquisto aziendali sono uno strumento di incentivazione sempre più diffuso. Tuttavia, per sfruttarne appieno i benefici, è fondamentale comprenderne le implicazioni fiscali, le normative in vigore e le evoluzioni del settore.
Questa guida approfondisce i principali aspetti legati alla deducibilità, all'IVA e ai vantaggi dei buoni, offrendo una panoramica completa per una gestione aziendale ottimale. Scopriamo insieme come navigare tra le regole e le opportunità offerte da questo strumento.

Quali sono le normative attuali sui buoni acquisto?
Nel panorama fiscale italiano, i buoni acquisto concessi ai dipendenti rappresentano uno strumento di incentivazione sempre più utilizzato. Le normative chiave si concentrano sulla deducibilità per l'azienda e sull'esenzione fiscale per il dipendente:
Deducibilità per l'azienda:
Ai sensi dell’art. 95 TUIR, le spese per buoni destinati ai dipendenti sono integralmente deducibili come costi del personale. Tale deducibilità si basa sul principio di inerenza all'attività aziendale.
La deduzione d’impresa è confermata anche per i buoni digitali se sono tracciabili e correttamente documentati (fattura/report).
Distinzione fiscale dei benefici:
La normativa distingue tra:
- Fringe benefit: Soggetti a specifici limiti annuali di esenzione.
- Welfare aziendale (Art. 100 TUIR): Può rientrare in regimi agevolati se conforme alle opere/servizi di utilità sociale (limiti del 5‰ del costo del lavoro).
Soglie di esenzione (Fringe Benefit 2025-2027):
- 2.000 €: Per i lavoratori con figli a carico.
- 1.000 €: Per gli altri dipendenti.
Eccezione specifica 2025
È prevista un’esenzione fino a 5.000 € per i neoassunti a tempo indeterminato che soddisfano criteri specifici di trasferimento di residenza e limite di reddito.
Conformità e tracciabilità
Per la compliance, l'utilizzo di marchi noti (come Pluxee o Edenred) facilita l’aderenza alle normative grazie a piattaforme di gestione digitalizzate. Le aziende devono sempre documentare la spesa mediante fatture e garantire la trasparenza nella distribuzione dei buoni ai lavoratori.
Quali sono i limiti di deducibilità per dipendente e tipologia di beneficio?
Per gestire correttamente la deducibilità dei buoni acquisto, è fondamentale conoscere i limiti imposti dalla normativa a seconda della natura del beneficio. Questi limiti influenzano direttamente l'impatto fiscale e le strategie di ottimizzazione delle risorse aziendali.
| Tipologia di beneficio | Limite per dipendente | Deduzione / Esenzione | Condizioni normative |
| Fringe benefit standard (2025–2027) | 1.000 € annui | Esente se entro soglia; in caso di superamento tassazione sull’intero importo (art. 51, c.3 TUIR) | Reddito da lavoro dipendente; non convertibili in denaro; documentazione assegnazione |
| Fringe benefit con figli a carico (2025–2027) | 2.000 € annui | Esente entro soglia con dichiarazione al datore di lavoro | Applicabile ai lavoratori con figli a carico; tracciabilità assegnazione |
| Welfare aziendale strutturato | (no soglia unica) | Non imponibile per il dipendente ex art. 51, c.2, lett. f) TUIR (se rivolto alla generalità/categorie). Deducibilità d’impresa ex art. 100 TUIR fino al 5‰ del costo del lavoro | Inserito in regolamento aziendale, criteri oggettivi e non discrezionali, coerenza con piano welfare |
| Spese promozionali / omaggi (Clienti/Fornitori) | 50 € per unità | Costo deducibile al 100%; IVA detraibile entro regole vigenti; oltre 50 € si applicano limiti/riprese | Destinati a clienti/fornitori/stakeholder; documentazione completa (fattura, registri) |
Questi limiti di deducibilità sono fondamentali per usufruire dei benefici fiscali previsti senza incorrere in sanzioni o contestazioni.
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Come viene applicata l'IVA sui buoni acquisto aziendali nel 2025?
In che modo l'IVA si applica ai buoni acquisto?
L’applicazione dell’IVA sui buoni acquisto dipende dalla tipologia del buono emesso: “monouso” o “multiuso”. Nei buoni monouso, l’IVA è conosciuta fin dal momento dell’emissione e viene applicata subito. Per i buoni multiuso, invece, l’imposta viene calcolata solo quando il buono viene utilizzato, ossia al momento del riscatto dell’IVA. Questa distinzione è determinante per la corretta registrazione fiscale.
Nel caso dei buoni multiuso, molto diffusi nei circuiti di welfare, l’IVA sui buoni acquisto non viene gestita dalla società che emette il buono, ma dal punto vendita o servizio che accetta e converte il buono in beni o prestazioni. L’impresa che li distribuisce non detrae direttamente l’IVA al momento dell’acquisto, salvo nei casi in cui abbia ricevuto una fattura comprensiva d'imposta. Questo aspetto rende essenziale una gestione precisa dei flussi contabili.
Quali documenti sono richiesti per la dichiarazione IVA sui buoni?
Per rispettare correttamente la normativa sull’ IVA dei buoni acquisto è indispensabile predisporre una documentazione IVA completa e coerente. Ecco i principali documenti richiesti:
- Fattura di acquisto buoni: deve riportare l’importo totale, il numero di buoni e, nei casi previsti, l’indicazione dell’IVA applicata.
- Regolamento aziendale: necessario se i buoni rientrano in un piano di welfare strutturato.
- Report di assegnazione ai dipendenti: documento interno che attesta la distribuzione dei buoni e ne certifica l’utilizzo nella contabilità aziendale.
- Riepilogo delle spese: documento utile in fase di bilancio per indicare l’incidenza dei buoni su costi e deducibilità.
- Registro IVA: se i buoni generano un’operazione imponibile, devono essere regolarmente annotati nel registro secondo i criteri di conformità fiscale.
Garantire una corretta documentazione IVA è essenziale per superare eventuali controlli dell’Agenzia delle Entrate e per ottimizzare la fiscalità d’impresa.
Focus: Rendicontazione ESG e Digitalizzazione. La tendenza crescente verso la compliance ESG (Environmental, Social, Governance) ha reso i buoni digitali (multiuso o prepagati) la soluzione preferenziale. La loro intrinseca tracciabilità non solo semplifica l'audit fiscale, ma permette all'azienda di rendicontare con precisione la distribuzione e l'utilizzo dei benefit sociali (la 'S' di ESG), valorizzando l'impegno verso il benessere dei dipendenti e la sostenibilità operativa (riduzione dell'uso della carta).
Quali sono i benefici fiscali dei fringe benefit fino al 2027?
Quali vantaggi offrono i fringe benefit nel 2025?
Nel contesto economico attuale, i fringe benefit 2025 rappresentano una leva efficace per incrementare il benessere dei dipendenti e ridurre il carico fiscale delle imprese. Si tratta di compensi non monetari riconosciuti ai lavoratori, come buoni pasto, abbonamenti, voucher e dispositivi tecnologici. Avendo natura non retributiva, tali vantaggi permettono alle imprese di contenere il costo del lavoro senza incorrere in oneri previdenziali o fiscali aggiuntivi.
Lato dipendente, i vantaggi fiscali dei fringe benefit consistono nell'esenzione di tali valori dal reddito da lavoro, entro una soglia prevista. Questo si traduce in un miglioramento del potere d'acquisto a parità di costo per l'azienda. Inoltre, strumenti come i buoni acquisto possono essere modulati in base alle esigenze individuali, favorendo flessibilità e motivazione.
Quali sono i limiti e le condizioni dei fringe benefit per il triennio 2025-2027?
Nel triennio 2025-2027, la normativa conferma specifici limiti di esenzione fiscale per i fringe benefit. Le aziende devono attenersi a soglie e condizioni operative per ottenere vantaggi ottimali.
Limiti di deducibilità e di esenzione fiscale per i buoni acquisto (Attuali e previsti fino al 2027)
| Periodo | Categoria dipendente | Soglia esente (€/anno) | Fringe benefit condizioni |
| 2025 - 2027 | Dipendenti standard | 1.000 € | Buoni concessi occasionalmente; non convertibili in denaro; entro soglia non tassati. |
| 2025 - 2027 | Dipendenti con figli | 2.000 € | Solo se il lavoratore ha almeno un figlio a carico; esenzione con dichiarazione al datore di lavoro. |
| Eccezione 2025 | Neoassunti (>100km) | Fino a 5.000 € | Solo per spese locative/manutentive documentate e condizioni specifiche (trasferimento residenza, reddito). |
Conoscere i limiti di esenzione fiscale consente alle aziende di pianificare le politiche retributive nel lungo periodo e ridurre l’impatto contributivo.
Come la digitalizzazione e le tendenze attuali influenzano i buoni acquisto?
In che modo la digitalizzazione rende i buoni più efficienti?
L’adozione di buoni acquisto digitali ha rivoluzionato le modalità di gestione e fruizione di questi strumenti. Grazie a soluzioni come wallet elettronici, QR code e app integrative, le imprese possono distribuire buoni in pochi click, eliminando i costi logistici e riducendo gli errori amministrativi. La digitalizzazione migliora anche l’efficienza dei buoni: i dati su utilizzo, scadenze e preferenze sono monitorabili in tempo reale, favorendo analisi predittive e controllo dei KPI.
Nel 2025 l’adozione dei voucher digitali è in forte crescita (wallet, QR code, app), con vantaggi di tracciabilità e controllo dei KPI. In un contesto ESG-oriented, l’uso di soluzioni digitali come le gift card prepagate riduce anche l’impronta ecologica. Tra le opzioni più adottate troviamo voucher flessibili e buoni elettronici da spendere su portali e-commerce: i buoni acquisto validi su Amazon stanno registrando crescente adesione tra le realtà italiane per la loro facilità d’uso e ampia spendibilità.
Tabella comparativa: benefici fiscali e operativi
| Caratteristica | Buoni cartacei | Buoni digitali |
| Tracciabilità | Limitata | Alta |
| Tempo di emissione | Lungo | Immediato |
| Costi amministrativi | Elevati | Ridotti |
| Compliance fiscale | Variabile | Standardizzata |
Qual è il ruolo dei buoni nei piani di welfare aziendale moderni?
I piani welfare aziendali di oggi si concentrano sulla centralità del lavoratore, offrendo benefit personalizzati e sostenibili. In questo scenario, i buoni acquisto rappresentano uno degli strumenti più versatili per rispondere a esigenze diversificate: dall’acquisto di beni alla fruizione di servizi culturali, ricreativi o scolastici.
Grazie all’integrazione dei buoni nei portali di gestione welfare, le aziende possono segmentare le offerte per cluster di dipendenti, facilitare l'accesso ai benefit e rafforzare il senso di appartenenza. I piani welfare aziendali che includono questo tipo di incentivi risultano più efficaci nel promuovere il benessere organizzativo, la retention e la produttività, a tutto vantaggio di competitività e sostenibilità.
Buoni pasto spendibili presso più di 150.000 esercenti, insieme a strumenti come buoni Amazon integrati nel welfare, permettono di coprire esigenze quotidiane e personali, aumentando la soddisfazione e l’engagement dei dipendenti.
In sintesi: Punti chiave per la compliance e la strategia
- Limiti Fiscali Chiave: Sfruttare le soglie di esenzione annuali di 1.000 € / 2.000 € (figli a carico) confermate per il triennio 2025-2027 per massimizzare il risparmio IRPEF/contributi.
- IVA e Tipologia di Buono: Gestire l'IVA in base alla natura del buono (Subito per i Monouso, al riscatto per i Multiuso), assicurandosi una documentazione completa (Fattura, Regolamento, Report).
- Digitalizzazione (Efficienza e Compliance): Dare priorità ai voucher digitali per l'immediatezza, la riduzione dei costi logistici e l'alta tracciabilità, cruciale per l'audit fiscale e la rendicontazione ESG.
- Welfare Strategico: Integrare i buoni nei piani di welfare strutturati (Art. 100 TUIR) per la deducibilità fino al 5‰ del costo del lavoro e per rafforzare l'Employer Branding.
- Scelta del Fornitore: Optare per operatori noti (Edenred, Pluxee) che garantiscono un'ampia rete di accettazione e piattaforme digitali conformi e facili da usare.