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Buoni pasto vs buoni acquisto: quale conviene davvero alla tua azienda?

Tempo di lettura: 5 min

 

La scelta tra buoni pasto e buoni acquisto è un punto cruciale per qualsiasi azienda che voglia ottimizzare il proprio piano di welfare. Oltre a rappresentare un benefit apprezzato dai dipendenti, queste due soluzioni presentano differenze significative in termini di vantaggi fiscali, gestione e impatto sulla motivazione del personale.

Questa guida analizza in dettaglio ogni aspetto per aiutarti a capire quale opzione conviene di più alla tua impresa.

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Vantaggi fiscali a confronto: buoni pasto vs. buoni acquisto

Qual è il vantaggio fiscale dei buoni pasto digitali rispetto ai cartacei?

I buoni pasto elettronici  offrono importanti agevolazioni fiscali rispetto alla versione cartacea. In Italia, i buoni pasto digitali sono esenti da contributi fiscali e previdenziali fino a una soglia di €8 al giorno, mentre quelli cartacei hanno un limite inferiore fissato a €4.

Questo significa che un’azienda che distribuisce buoni elettronici può riconoscere un beneficio giornaliero più elevato ai dipendenti senza incorrere in costi contributivi. Se consideriamo un’impresa con 30 dipendenti che riceve buoni digitali da €7 al giorno per 220 giorni lavorativi l’anno, il risparmio annuale netto si aggira oltre i €10.000 rispetto ad alternative non deducibili.

Rispetto alle altre opzioni buoni aziendali, come quelli per lo shopping, i buoni pasto digitali consentono una deducibilità integrale fino al limite previsto, rendendoli fiscalmente più vantaggiosi in molti casi.

Quali sono i benefici fiscali per le aziende che scelgono buoni acquisto?

Le aziende che optano per i buoni acquisto come forma di incentivazione godono di vantaggi specifici in quanto assimilabili ai fringe benefits. Questi strumenti possono essere utilizzati per premiare le performance individuali o offrire benefit natalizi, restando esenti da imposte fino a €258,23 per anno per dipendente.

Le opzioni orientate ai buoni acquisto aziendali sono particolarmente efficaci per la flessibilità d’uso che offrono, spaziando da spese per tecnologia a prodotti alimentari. Rispetto ai buoni pasto, che sono vincolati all’alimentazione, i buoni acquisto consentono una varietà più ampia di utilizzo, anche se con un tetto annuo inferiore.

Tuttavia, se ben integrati nel piano di welfare , possono rappresentare un’efficace leva di motivazione con un’impronta fiscale contenuta.

La digitalizzazione e la gestione dei benefit aziendali

Quali sono i vantaggi della digitalizzazione per i dipendenti e l'azienda?

L’adozione dei buoni pasto elettronici sta rivoluzionando la gestione interna dei benefit. Dal lato del personale HR, la digitalizzazione dei buoni pasto consente un controllo centralizzato, eliminando la gestione manuale dei tagliandi cartacei.

Dal lato del dipendente, invece, l’utilizzo di una card digitale o di un’app migliora significativamente l’esperienza d’uso. Secondo uno studio condotto da Edenred, il 78% dei lavoratori intervistati dichiara un livello superiore di soddisfazione utilizzando strumenti digitali rispetto ai voucher tradizionali.

La rapida tracciabilità, la mancata scadenza dei tagliandi fisici e la facilità di sostituzione in caso di smarrimento sono solo alcuni dei vantaggi. Questi elementi si traducono in una gestione aziendale più snella ed efficiente, con impatti diretti sull'ottimizzazione dei processi interni.

Come le app e le piattaforme migliorano la gestione dei buoni aziendali?

Le nuove tecnologie stanno guidando l’evoluzione nella distribuzione e nell’uso dei benefit aziendali. I principali trend nella digitalizzazione dei buoni aziendali riguardano l’utilizzo di app dedicate e piattaforme web per la configurazione, assegnazione e rendicontazione dei buoni.

Tramite queste soluzioni, i dipendenti possono consultare il saldo in tempo reale, individuare esercizi convenzionati e utilizzare i buoni tramite smartphone con modalità contactless. Per l’azienda, questo si traduce in tracciabilità completa e automazione di processi contabili.

Inoltre, il passaggio dalla gestione cartacea a quella digitale riduce costi di stampa, logistica e amministrazione. Che si tratti di buoni pasto o altre opzioni, come i buoni pasto acquisto, l’utilizzo di soluzioni digitali contribuisce a semplificare i processi e ad aumentare la compliance normativa.

Costo netto e benefici sulla retribuzione

Come calcolare il costo netto aziendale dei buoni pasto?

Tipologia Importo Nominale Onere Fiscale Costo Totale Aziendale Vantaggio Netto
Buoni Pasto Digitali (€8/giorno) €1.760/anno €0 (deducibile) €1.760 Massimo vantaggio fiscale
Buoni Pasto Cartacei (€4/giorno) €880/anno €0 (entro soglia) €880 Minore utilizzo beneficio
Aumento in busta (lordo €1.760) €1.760 Contributi e imposte (circa 40%) €2.464 Oneroso per l'azienda

Confronto tra buoni pasto e aumento diretto degli stipendi

Offrire buoni pasto rappresenta una soluzione economicamente più vantaggiosa rispetto a un aumento della retribuzione. In termini di confronto tra buoni pasto e stipendi, il primo consente all’azienda di riconoscere un benefit concreto esente da imposte fino a €8 al giorno.

Un aumento salariale genera invece un incremento del costo lordo per l’azienda, dato l’impatto di imposte e contributi. Inoltre, l’adozione di buoni pasto o strumenti simili come buoni pasto acquisto contribuisce a migliorare la qualità della vita del dipendente, offrendo un valore percepito maggiore rispetto a un incremento netto in busta paga equivalente.

Per l’impresa, è un modo efficace per valorizzare i propri collaboratori senza incrementare il costo del lavoro.

L'impatto dei buoni pasto sul benessere e la retention

Quali testimonianze esistono sull'impatto dei buoni pasto sui dipendenti?

  • Azienda tech di Milano: dopo l’introduzione dei buoni pasto digitali, l’indice di gradimento interno è aumentato del 34% e il tasso di turnover è sceso del 12%.
  • Studio legale di Bologna: i dipendenti hanno espresso maggiore soddisfazione grazie alla flessibilità d’uso dei buoni, incrementando la retention aziendale.
  • Impresa logistica di Torino: dopo 6 mesi di utilizzo dei buoni pasto, l’assenteismo si è ridotto dell’8%, segnalando un miglioramento nella soddisfazione dei dipendenti tramite i buoni pasto.
  • Retailer romano: la scelta tra voucher cartacei e digitali ha aumentato l’engagement interno del 20%, coinvolgendo più attivamente i lavoratori nella definizione dei benefit.

Quali strategie adottare per migliorare il welfare aziendale tramite i buoni pasto?

Per sfruttare al meglio le potenzialità offerte dai buoni pasto all'interno di un programma di welfare aziendale, è necessario adottare approcci mirati. Primo, occorre definire una policy chiara e coerente che integri i bisogni aziendali con quelli del personale.

In secondo luogo, è utile segmentare i benefit in base ai profili lavorativi, prevedendo combinazioni tra buoni pasto e altre forme di fringe benefits per massimizzare l’efficacia. L’adozione di soluzioni digitali gioca un ruolo fondamentale: facilita la distribuzione e personalizzazione dei voucher.

Infine, è consigliabile monitorare costantemente l’efficacia delle scelte con survey interni e analisi degli indici di soddisfazione per ottimizzare le strategie welfare. In questo modo, i buoni pasto diventano veri alleati per attrarre e trattenere talenti in azienda.

Da ricordare

  • I buoni pasto digitali offrono un vantaggio fiscale maggiore (€8 al giorno) rispetto a quelli cartacei (€4), con un notevole risparmio per l'azienda.
  • I buoni acquisto hanno un tetto massimo di esenzione annuo (€258,23) ma offrono maggiore flessibilità di utilizzo.
  • La digitalizzazione semplifica la gestione, elimina i costi operativi e migliora l'esperienza d'uso per i dipendenti.
  • I buoni pasto sono più vantaggiosi di un aumento salariale diretto, poiché il loro costo per l'azienda è minore e contribuiscono a migliorare il benessere e la **retention** dei dipendenti.
  • Per massimizzare l'efficacia, è essenziale integrare i buoni in una strategia di welfare coerente e monitorarne l'impatto.