Trattamento fiscale e legislazione dei Buoni regalo

I buoni regalosono uno strumento di pagamento alternativo alla moneta. Questo genere di strumento è emesso da alcune aziende e in seguito viene ceduto ad aziende clienti. Queste aziende, a loro volta, sono i soggetti giuridici che li erogano a titolo gratuito e in modo libero e senza oneri o imposizioni di nessun tipo a dei soggetti, i destinatari o meglio beneficiari, che possono essere di diversa natura: da conoscenti o cittadini con cui si intrattengono rapporti informali, ma soprattutto si emettono nei riguardi dei propri dipendenti, di clienti al fine di consolidare il rapporto e fidelizzare gli scambi, oppure o di semplici fornitori in occasione di ricorrenze particolari.

Questi buoni rappresentano uno strumento versatile, originale e pratico, che si sostituisce perfettamente al denaro contante nell’acquisto di prodotti e di servizi di vario tipo. Essendo considerato come un mezzo di pagamento a tutti gli effetti, è di fatto un documento di legittimazione finanziaria e non deve essere confuso con lo scontrino fiscale. La normativa in questa materia è sia nazionale sia europea. Tale legislazione, soprattutto in ambito europeo, si trova in costante aggiornamento. La sua disamina permette di capire quale è il buono più appropriato in base alla situazione finanziaria di un’azienda e in base agli obiettivi stabiliti rispetto ai propri dipendenti.

Breve panoramica sulla legislazione dei buoni regalo aziendali

Le leggi in vigore a proposito di questa tipologia alternativa di pagamento sono diverse e hanno subito naturalmente, nel corso degli anni, continue e successive modifiche. Tutte le leggi, però, legiferano in modo particolare su dei grandi ambiti.

Ambiti di intervento della legislazione dei buoni regalo

Un esempio di questi ambiti è rappresentato dalla definizione delle numerose e diverse tipologie di buoni regalo, sui regimi fiscali che li riguardano e li regolano, e sul regime imponibile di IVA. Altri domini d’interesse legislativo riguardano le tipologie dei rapporti tra i differenti soggetti che sono coinvolti nei processi di produzione e circolazione dei buoni. Particolare attenzione è rivolta infatti all’emissione, la cessione, il riscatto e le modalità di incasso degli stessi buoni. Le leggi e gli articoli di riferimento sono gli art. 51 e 108 del T.I.U.R. (conosciuto come Testo Unico Imposte e Redditi), il D.P.R. del 26 ottobre 2001 n° 430 e infine la Direttiva n. 2016/1065/UE. Questa direttiva europea ha negli anni più recenti apportato delle modifiche relative soprattutto al regime dell’IVA, ed è stata recepita dall’Italia attraverso la Legge di delegazione europea 163/2017.

Una definizione di buono regalo: articolo 6 bis D.P.R. 633/1972 attuale

Con questo articolo, si definisce in Italia il buono nei termini di uno strumento, che deve essere obbligatoriamente accettato come pagamento corrispondente, in parte o nella totalità, alla cessione di beni o alla prestazione di servizi da parte di attori fornitori. Nel caso di questi attori fornitori, è molto importante che la loro identità venga dettagliata in maniera chiara nell’intestazione o nel titolo dell’articolo. Allo stesso modo, devono essere dettagliati anche la natura dei beni o dei servizi coinvolti dai buoni.

Determinazione del valore: articolo 51 comma 3 T.U.I.R.

“Ai fini della determinazione in denaro dei valori di cui al comma 1, compresi quelli dei beni ceduti e dei servizi prestati al coniuge del dipendente o a familiari indicati nell'articolo 13, o il diritto di ottenerli da terzi, si applicano le disposizioni relative alla determinazione del valore normale dei beni e dei servizi contenute nell'articolo 9. Il valore normale dei generi in natura prodotti dall'azienda e ceduti ai dipendenti è determinato in misura pari al prezzo mediamente praticato dalla stessa azienda nelle cessioni al grossista. Non concorre a formare il reddito il valore dei beni ceduti e dei servizi prestati se complessivamente di importo non superiore nel periodo d'imposta a euro 258,23; se il predetto valore superiore al citato limite, lo stesso concorre interamente a formare il reddito”.

Deduzione delle spese per i buoni regalo: articolo 108 comma 2 T.I.U.R.

“Le spese di pubblicità e di propaganda sono deducibili nell'esercizio in cui sono state sostenute o in quote costanti nell'esercizio stesso e nei quattro successivi. Le spese di rappresentanza sono ammesse in deduzione nella misura di un terzo del loro ammontare e sono deducibili per quote costanti nell'esercizio in cui sono state sostenute e nei quattro successivi. Si considerano spese di rappresentanza anche quelle sostenute per i beni distribuiti gratuitamente, anche se recano emblemi, denominazioni o altri riferimenti atti a distinguerli come prodotti dell'impresa, e i contributi erogati per l'organizzazione di convegni e simili. Le predette limitazioni non si applicano ove le spese di rappresentanza siano riferite a beni di cui al periodo precedente di valore unitario non eccedente euro 50”.

Premi e sconti: D.P.R. 26 ottobre 2001 n° 430

“Sono considerate operazioni a premio anche quelle nelle quali, all’acquirente di uno o più prodotti o servizi promozionati, viene offerta in premio la possibilità di ottenere, dietro presentazione di un numero predeterminato di prove di acquisto e mediante un contributo di spesa, un diverso prodotto o servizio a prezzo scontato”.

 

Legislazione buoni regalo: la distinzione attualmente in vigore

La ricezione delle normative europee ha portato a stabilire una macro distinzione all’interno dei buoni tra buoni monouso e multiuso. Tale distinzione è importante in particolare ai fini dell’applicazione o dell’esenzione dell’IVA.

Buoni regalo monouso

È definito buono monouso un buono regalo di cui, al momento dell’emissione, sia conosciuto un elemento fondamentale dell’operazione, ovvero il regime impositivo da applicare alla cessione del bene o alla prestazione del servizio esigibile dalla presentazione del buono stesso. Se tale parametro è noto, allora l’importo pagato per entrare in possesso del buono sarà soggetto ad IVA. Ciò si applica di fatto nel rapporto tra l’azienda che emette il buono acquisito da un’azienda cliente, la quale di fatto paga anticipatamente per la prestazione contenuta nel buono.

Buoni regalo multiuso

A differenza della prima tipologia, riguardo al buono multiuso non si conosce il regime impositivo da applicare alla cessione o alla prestazione di beni e servizi di cui il buono è il corrispettivo. Di conseguenza, il costo di acquisizione del buono, così come qualsiasi altro costo sostenuto nei vari rapporti tra gli attori coinvolti, non sono soggetti ad IVA. L’unica base imponibile è in questo caso determinata dal momento del riscatto del buono per l’acquisto di beni o servizi.

Buoni sconto

Un’altra tipologia di buoni regalo è rappresentata dai cosiddetti buoni sconto. In questo caso, la nuova direttiva sopracitata non interviene nella loro regolamentazione, la quale è invece è di competenza della giurisprudenza della UE. Lo sconto in quanto tale si costituisce attraverso la variazione della base imponibile, sia da parte dell’esercente verso il proprietario del buono, sia da parte dell’azienda che emette il buono stesso. In questo caso, è possibile detrarre l’imposta che corrisponde allo sconto, operando così una variazione che fa diminuire la base imponibile del buono stesso.

 

Esenzioni e deducibilità dei buoni regalo

Tutti gli articoli, i decreti e le leggi in vigore assumono un’importanza particolare rispetto all’esenzione o all’applicabilità dell’IVA. Tale aspetto riguarda tutti gli attori coinvolti nel processo, dalle aziende emittenti a quelle clienti, fino agli esercenti e ai dipendenti possessori di buoni regalo. I vantaggi dell’esenzione sono riscontrabili per tutte le categorie anche se in modo diverso.

Conseguenze per i dipendenti

Per ricapitolare, è essenziale ricordare che l’erogazione di omaggi o premi a mezzo di buoni regalo è esente da tassazione, ovvero non sottoposta a IVA se l’importo totale degli stessi risulti inferiore a 258,23 €. In questo caso, tale importo, non essendo percepito come premio in denaro in busta paga, non concorre per i dipendenti beneficiari alla formazione di reddito. Conformemente a quanto disposto dal Codice Civile, i buoni sono considerati come semplici documenti di legittimazione, ovvero di documenti che consentono “l’identificazione dell’avente diritto all’acquisto di un bene o un servizio, con la possibilità di trasferire tale diritto senza l’osservanza delle forme proprie della cessione” (R.M. 23/R/2011).

Conseguenze per le aziende

Per le aziende, tali buoni sono interamente deducibili dal proprio reddito in quanto rubricati come “spese per prestazioni di lavoro dipendente”, in conformità all’articolo 95, comma 1 del T.I.U.R. Per quanto riguarda gli omaggi a clienti e fornitori, come già riportato dall’art. 108 comma 2 del T.I.U.R. sopracitato, questi sono deducibili in qualità di spese di rappresentanza entro un massimo di 50 €.

Quando si applica la tassazione

Al contrario, sono soggetti a tassazione i buoni regalo il cui valore complessivo è superiore a 258, 23 €, a condizione che siano erogati nello stesso periodo di imposta.

L’IVA interviene alla fine del circuito emissione-erogazione-riscatto, ovvero nel momento in cui l’esercente – di qualsiasi natura esso sia – cede un bene o eroga un servizio al beneficiario del buono e al prezzo ordinario di vendita. A questo punto, l’esercente è obbligato a produrre un documento fiscale (scontrino riportante l’IVA o fattura fiscale) che serve a comprovare l’avvenuta cessione del buono. L’IVA sarà applicata al prezzo complessivo del bene o del servizio, sia nel caso in cui il buono abbia coperto interamente l’importo, sia qualora sia stata necessaria un’integrazione a mezzo di denaro contante.

 

Saperne di più sui buoni regalo

Come funziona un buono regalo in Italia?
Come funziona una carta regalo elettronica? 
Qual è la durata del buono regalo o di una carta regalo?

Iniziate la richiesta di preventivo nella categoria Buoni Regalo